“Dispiace che i più alti dirigenti della Farnesina non abbiano anche denunciato il degrado dalla rete diplomatico-consolare italiana e i tagli ai finanziamenti per le politiche degli italiani all’estero”
ZURIGO – Il coordinatore Uim per l’Europa e consigliere del Cgie Dino Nardi ha inviato una lettera al direttore del giornale “la Repubblica” Ezio Mauro a proposito della lettera-appello degli ambasciatori alle massime cariche dello Stato, pubblicata dal medesimo quotidiano, contro i tagli alle risorse del Mae previsti dalla manovra finanziaria (v. Inform n. 139). Riportiamo il testo della lettera di Nardi che “la Repubblica” ha pubblicato nell’edizione odierna.
Caro Direttore, come italiano residente all’estero e per l’esperienza personale che ho acquisito come dirigente dell’Unione degli Italiani nel Mondo (UIM) visitando i circoli in Europa e, soprattutto, come membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie), mi permetta alcune considerazioni a proposito dell’articolo di Vincenzo Nigro (La Repubblica, 20.7.2010) sugli Ambasciatori in rivolta contro la manovra economica del governo e della loro lettera di protesta inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Dispiace che gli Ambasciatori ed i più alti dirigenti della Farnesina, con la loro lettera nel denunciare giustamente “la progressiva paralisi funzionale di un Ministero e di una Carriera (la loro, ovviamente)” non abbiano anche denunciato, da un lato, il degrado ormai raggiunto dalla rete diplomatico-consolare italiana (chiusura continua di sedi, personale insufficiente, funzionalità al di sotto dei limiti di guardia) e, dall’altro, i tagli che negli ultimi tre anni hanno ridotto a meno del 50% il finanziamento alle politiche a favore dei circa 4 milioni di cittadini italiani residenti all’estero.
Per il degrado della nostra rete diplomatico-consolare basta che chiunque, emigrato o turista che sia, abbia bisogno di un documento o di una assistenza da parte di un Ufficio consolare per rendersene purtroppo conto (provare con quello di Barcellona, tanto per citare un esempio). Per i tagli, poi, al finanziamento delle politiche rivolte agli italiani emigrati basti pensare che nel corrente anno, rispetto al 2009, tra i vari capitoli di spesa a loro destinati gestiti dal Ministero degli Affari Esteri, quello per l’assistenza agli emigrati in stato di grave indigenza è stato ridotto del 27,3% e quello per la promozione e l’insegnamento della lingua e della cultura italiana è diminuito del 18,7%.
Non sarebbe opportuno e doveroso che i nostri Ambasciatori si preoccupassero anche di tutto questo oltre che (legittimamente) delle loro carriere?
La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i più cordiali saluti. (Dino Nardi)
Fonte: inform/repubblica.it










































