La esistenza di questo secondo lotto di denaro, presumibilmente sottratto dal marito della Infanta Cristina di Borbone, si è saputo appena due giorni dopo che fossero rese pubbliche le accuse contro di lui da parte dei giudici della procura.
In questi primi documenti, comprese le fatture false, si potrebbe trovare la deviazione e la cattiva amministrazione di circa sei milioni di euro provenienti dalle casse dello stato, delle isole Baleari e della città di Valencia, che sono stati percepiti dal Urdangarín per la organizzazione una serie di conferenze sulla "città dello sport" nella sua qualità di presidente dell'Istituto Noos.
Secondo fonti investigative, citate dal quotidiano spagnolo El Mundo, le ultime "carte compromettenti," scoperte il 4 novembre, dimostrano che il duca di Palma ha cercato di rimuovere dall'orbita del tesoro spagnolo 3,5 milioni che aveva incassato per i servizi resi attraverso la sua organizzazione non governativa non-profit. Ma la grande somma, ottenuta in parte grazie a fatturazione eccessiva, si ingrandisce ancora di più se si considera che Noos aveva intenzione di girare ulteriori 4,6 milioni a questi conti segreti.![]()
Secondo le informazioni trapelate dalla procura, la intenzione di Urdangarín e del suo socio, l'imprenditore Diego Torres, è stata quella di pagare le "minori tasse" possibili allo stato spagnolo, al fine di massimizzare i benefici economici dell'operazione. Per effettuare questi giri senza destare sospetti, gli importi più importanti di questi fondi controversi sono stati depositati in Belize per conto della società britannica Goes Centre for Stakeholders. Un'altra parte, invece, è rimasta in Europa, più precisamente con la copertura di una banca del Granducato del Lussemburgo. Ma questo non sarebbe l'unica sezione nel processo di occultamento fraudolento di denaro pubblico ottenuto. In precedenza, Urdangarín, Torres, sua moglie e due fratelli del socio avevano deciso di ricorrere alle fatture false per cercare di giustificare le ingenti somme incassate. Così, con concetti come "Design" delle conferenze" o "la gestione logistica" i responsabili di Noos effettuarono il riciclaggio delle entrate, ma non sono riusciti a trarre in inganno gli investigatori.
Ritiro volontario
D'altra parte, la conseguenza dello scandalo ha continuato ad alimentare le voci circa la decisione che Urdangarín prenderà sul suo rapporto con la famiglia reale. Giovedi', la Casa Reale ha negato che nel Palacio de la Zarzuela si stia prendendo in considerazione un piano per far uscire della famiglia reale il duca di Palma e l'Infanta Cristina. "Le principesse Elena e Cristina sono membri della famiglia reale e rimarranno tali", dice la nota. Era la prima volta in molte settimane che il Palazzo della Zarzuela si pronunciaba ufficialmente sul futuro di alcuni dei suoi membri.
Tuttavia, ieri circolava la versione secondo cui Urdangarin avrebbe annunciato pubblicamente un "ritiro volontario" dall'attività reale. In questo modo, il marito della "settima" in ordine di successione al trono di Spagna potrebbe liberarsi del fardello di danneggiare la reputazione di sua moglie, e appare anche l'ombra di un divorzio come la migliore possibilità di uscita da questo terremoto mediatico che scuote la famiglia dei Borboni.
Tuttavia, vi è ampio spazio per le ipotesi più scettiche: molti in questo paese credono ancora che "non succederà nulla" con la posizione di Urdangarín, che sempre si è visto più vicino al settore privato che agli eventi della realezza. Anche se, questa volta, la giustizia avra l'ultima parola.
Fonte: articolo di Adrian Sack per LA NAZIONE-traduzione italiana di Redazione

























