Ogni anno si ripete la stessa rituale riflessione in tutti quei paesi che Halloween, per tradizione, non l’hanno mai avuto. E allora, ci si chiede se sia giusto abbracciare una festa (di origine americana in questo caso) che con le proprie tradizioni non c’entra granché e che spesso rischia di fare ombra alle vere ragioni della festività: il giorno di Ognissanti e quello di celebrazione dei defunti.
La Spagna, non da meno dell’Italia, ha abbracciato da qualche anno a questa parte la tradizione d’oltreoceno di rendere la notte fra il 31 di ottobre e il primo novembre l’occasione per travestirsi da morti viventi, vampiri, streghe, zombie, e chi piú ne ha piú ne metta.
Halloween, allora, anche nei due paesi d’Europa con la maggior tradizione religiosa, si allontana dal significato cattolico che vuole ricordare i defunti visitandoli al cimitero, ponendo fiori sopra le tombe o pregando una volta in piú per i cari scomparsi, e diventa una festa come un’altra, dove ci si maschera e si fnno le ore piccole.
Da Madrid, la grande capitale spagnola, alle cittadine piú piccole dell’Andalusia, all’Asturia, con le sue tradizioni celtiche: ovuque in Spagna Halloween si festeggia. Grandi e piccini cercano il costume migliore e sfilano con nochalance per le strade delle città, schernendo chi si impressiona alla vista delle loro finte cicatrici, o dei tagli e le ferite che il trucco contemporaneo rende sempre piú realistici. E quando i più piccoli tronano a casa, ecco che aprono i bar agghidandi a festa e le strade si riempono di giovani zombie (i tutti i sensi) con un bicchiere in mano, che andranno ad aspettare il giorno in qualche locale con festa a tema. Ma cosa avranno in comune un ragazzo vestito come il conte Dracula o una ragazza vestita da diavolo sexy, con le signore che acquistano fiori freschi al mercato?
Se lo chiede una giornalista di El Paìs, in un articolo uscito ieri sul quotidiano spagnolo. Belèn Altuna fa una vera e propria arringa alle celebrazioni festaiole e dissennate del 31 notte scorso: “Halloween si direbbe una caricatura della morte, una sorta di estraniamento gioviale sulla paura e dalla paura, incarnando figure archetipiche: scheletri, zombie, streghe, demoni, vampiri, mostri, insetti (...). E’ evidente che il discorso escatologico ha perso il ruolo fondamentale dei secoli precedenti”. In conclusione la giornalista si chiede: “Come reinventare il rito collettivo di onorare e ricordare i morti, dopo tutto? Inoltre, come reinterpretarlo per i non credenti? Con la festa di Halloween-caricatura, ovviamente, no”. Per quanto ne sappiamo noi, per le strade spagnole solo alle sette del mattino la movida andava a dormire, e di certo tutti erano convinti di aver celebrato come si deve. Anche se, cosa si fosse celebrato, forse lo sapevano in pochi.
Fonte citazioni: http://www.elpais.com/articulo/pais/vasco/Flores/muertos/elpepiesppvs/20111102elpvas_19/Tes

























