Claudia Cucchiarato è una ragazza di Treviso che abita ormai da cinque anni a Barcellona. Lavora come giornalista free lance per edizioni locali e italiane, e ha scritto un libro - “Vivo altrove” - su tutti quelli come lei. I ragazzi della generazione Ninguno. E’ stata nessuno quando è arrivata in Spagna – dove la posta le veniva destinata a nome “Ninguno” - , e fino a poco tempo fa era nessuno in Italia.
Sono i ragazzi italiani che vivono all’estero e che non tornerebbero in Italia. Nel libro “Vivo altrove” di Claudia Cucchiarato, le loro storie trovano una voce, e gridano che ci sono. Spiegano cosa c’è che va negli altri paesi che qui non va, parlano dei motivi che li hanno spinti ad andarsene, quasi sempre per amore o per lavoro, e dei motivi per cui non tornerebbero. Secondo l’autrice, uno dei problemi principali è che in Italia non esiste cura e rispetto per quello che è pubblico. Altri problemi sono la gerontocrazia, i baronati, la televisione e il moralismo. ![]()
Gli italiani che vivono all’estero potrebbero essere addirittura 200.000, ma è un numero impossibile da calcolare perché spesso non sono registrati e non hanno residenza. Ma sono moltissimi, e anche il governo ha dovuto accorgersene in occasione delle elezioni, quando il loro voto avrebbe potuto capovolgere i risultati.
In Italia non si riesce a trovare la serenità, oppure è molto difficile. E’ difficile sentirsi europei, mentre una coscienza globale negli altri paesi si sta formando, in Italia non è così. La burocrazia immobilizza ogni vitalità e progetto e la mentalità generale degli italiani si sta fossilizzando in un pericoloso realismo senza vie di scampo. Dall’estero sono difetti che si vedono in modo ancora più lucido.
Non c’è soluzione vivente. L’importanza di questo libro è iniziare un dialogo tra questi trentenni scomparsi e coloro che sono rimasti in Italia. L’importante sarebbe riuscire a mettere in contatto e in circolo tutto il patrimonio di ricchezza culturale che i ragazzi qui o là hanno accumulato, e poi essere coraggiosi, provarci anche in Italia. Che è un’isola, più che una penisola, che ha bisogno di dialogare, di trovare un terreno comune fertile e reale, e di tanta azione.
Riguardo le bellissime presentazioni di questo libro, si possono vedere dei video, di cui trascrivo i link. A Roma ha partecipato anche Concita De Gregorio, con parole stupende riguardo al bisogno di esserci, presenti, nei luoghi, con mani, occhi e orecchie, non basta più l’esserci virtuali per cambiare le cose, e dare il via a una rivoluzione dall’interno.
http://www.vivoaltrove.it/
il sito del libro con tutte le presentazioni e i link ai blog di italiani in città straniere
http://barcellonaitalia.blog.unita.it//
il blog di Claudia Cucchiarato su l’Unità
Grazie alla globalizzazione, trasporti poco costosi e moneta unica, etc., è molto più facile viaggiare, e stabilirsi in altri paesi, succede in tutto il mondo, ma mentre tutti i paesi d’Europa esportano le proprie risorse giovanili tanto quanto ne importano, in Italia sussiste un grosso squilibrio: tutti se ne vanno e nessuno arriva.
Secondo la teoria di Giuseppe Genna, articolata nel suo libro “Italia de Profundis”, l’Italia da questo punto di vista sta anticipando un processo di decadimento culturale che strangolerà tutti i paesi più avanzati.
Secondo Marco Paolini, come espresso nello spettacolo “I Miserabili, io e Margaret Thatcher”, gli italiani si sono ammalati di un realismo che solo i sogni e la speranza in qualcosa di diverso, in qualcosa di più bello di così, possono portare via, in nome di un paese dove si possa vivere bene, felici.
I problemi relativi alla generazione dei giovani in Italia sono moltissimi e toccano tutti i problemi del nostro paese. Il dialogo iniziato da Claudia Cucchiarato è importante, serve a riallacciare le fila di questo silenzio, perché il silenzio degli assenti, dei morti di sonno (- dalla graphic novel di Davide Reviati -), degli espatriati, dei teledipendenti, degli anestetizzati si fa sentire, e qualcosa bisogna fare.
Fonte:fridamagazine.it

























