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| Scritto da Giuseppe di Claudio | |
| martedì, 03 aprile 2007 23:00 | |
Furlan ( Intercomites Spagna): L'accordo Enel-Endesa rappresenta un successo di immagine per l'Italia in Spagna
Prima ancora della data di scadenza della OPA, i tedeschi di E.on hanno stretto – come era prevedibile – un accordo con Enel e Acciona basato su alcuni punti chiave: ad E.on verranno trasferite le concessioni di Endesa in Italia, Francia, Turchia e Polonia, nonché le verrà assicurato un 2,4% della capacità termica di Endesa in Spagna per la durata di quattro anni; tutti i contendenti rinunceranno a far valere le proprie ragioni in sede giudiziaria ed Enel, unitamente ad Acciona, lancerà immediatamente una OPA a 41 euro più interessi, una volta decaduta quella tedesca. Il risultato - senz’altro favorevole a Enel - ci induce a rivolgere alcune domande al presidente dell’Intercomites Spagna Almerino Furlan, imprenditore ed attento osservatore delle cose italiane in Spagna. D. Presidente Furlan, alla fine Enel ce l’ha fatta ad ottenere il controllo di Endesa. R. La vicenda Endesa – a cui Comites Spagna ha dato molto rilievo – rappresenta senza dubbio un successo per Enel, ma anche per l’immagine dell’Italia in Spagna. L’ente elettrico nazionale ha operato in maniera ineccepibile, dimostrando di possedere un progetto strategico di ampio respiro. D. Sì, ma le polemiche non accennano a calmarsi. R. In realtà le polemiche intorno all’operazione Endesa non sono di tipo industriale ma attengono alle posizioni politiche dei vari sostenitori od oppositori dell’operazione. Evidentemente le imminenti scadenze elettorali enfatizzano queste posizioni che, però, non possono vanificare il successo dell’operazione. D. Ma una parte dell’opinione pubblica e dei media spagnoli si fidano poco dell’accordo Enel-Acciona. R. Purtroppo sul tema esiste molta disinformazione frutto, ripeto, del tentativo di utilizzarla a scopi elettorali. Le cose, però, non stanno così. L’Enel rappresenta oggi uno dei colossi europei dell’energia ed ha al suo attivo una esperienza ed un know-how di tutto rispetto. Non dimentichiamo che il nostro distributore di energia ha contribuito in maniera determinante alla crescita economica del nostro paese realizzando risultati incredibili per un paese povero di risorse energetiche. L’Enel ha una esperienza pluriennale in tutti i rami del settore energetico e, con l’operazione Endesa, si candida ad essere uno dei pilastri della politica energetica mondiale. D. L’Europa, ma in questa operazione il ruolo della UE è molto marginale. R. L’Europa è marginale in questa operazione dal momento che non ha voce in capitolo, trattandosi di una operazione di mercato. L’Europa è invece latitante nella formulazione di un progetto europeo energetico in grado di metterci al riparo da eventuali crisi mondiali del settore. Non dimentichiamo le crisi petrolifere del passato, le posizioni drastiche dei potentati del gas, che hanno fatto tremare le economie dei paesi europei nel corso del 2006 e le difficoltà che incontra il nucleare nella maggioranza dei paesi. È necessario che l’Europa metta mano ad un Regolamento energetico europeo che tuteli questo delicato settore strategico. Solo così potranno chiarirsi le posizioni dei vari paesi e definirsi mercato che tuteli soprattutto i consumatori. D. L’ingresso di Enel nel mercato spagnolo dell’Energia cosa rappresenta per gli spagnoli. Aumenteranno le tariffe elettriche? R. Intanto Enel era già presente nel mercato spagnolo e non siamo sicuramente all’anno zero delle relazioni industriali tra i due paesi. Il controllo di Endesa da parte di Enel rappresenta sicuramente un fatto positivo per la Spagna, ma anche per l’Italia. Dicevo all’inizio che Enel possiede un grosso patrimonio tecnico ma anche logistico ed amministrativo. Da un trasferimento di conoscenze tecniche, organizzative ed amministrative l’economia spagnola può solo ricavarne benefici, non v’è dubbio. La Spagna ha bisogno di migliorare i propri standards energetici e allinearsi ai paesi europei più evoluti; ma anche l’Italia potrà godere di analoghi benefici. Penso, ad esempio, ad una collaborazione con la Spagna nel settore delle risorse rinnovabili ed a quello della produzione dei combustibili sostenibili. Si può fare molto insieme. D. Allora possiamo essere soddisfatti dei rapporti tra i due paesi? R. I rapporti Italia Spagna godono in questo momento di una grande vivacità e sono basati sulla reciproca fiducia. Lo scambio continuo di visite ad alto livello e gli incontri tecnici frequenti dimostrano che esiste feeling e desiderio di contare di più in Europa. Sicuramente bisogna fare di più e si può fare di più. La collaborazione nella ricerca e nell’Università, ad esempio, merita maggiore attenzione da parte dei due paesi. Esistono accordi di collaborazione scientifica tra i due paesi che devono essere rivitalizzati e potenziati. Migliaia di studenti italiani e spagnoli affollano gli atenei e spingono per sempre maggiore integrazione dei programmi di studio ed in tema di riconoscimento degli studi e centinaia di ricercatori cercano in Spagna uno spazio magari negato in Italia. Il settore dell’ambiente e dell’energia potrebbe rappresentare un potente volano di sviluppo anche nel settore scientifico. E l’Enel ha le carte in regola per contribuire a sviluppare la collaborazione tra i due paesi. |
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