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Madrid: il tricolore a brandelli

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Scritto da Pietro Mariani   
 
27-08-2008 16:52
Pagina vista 934    

Una turista scrive a "Italians" (corriere.it) scandalizzata per le pessime condizioni  della bandiera italiana che sventola nella facciata dell'istituto italiano di Cultura mentre in pieno agosto viene confermata la trasformazione del Consolato Generale di Madrid in Cancelleria.

Facciata IIC Madrid
Facciata IIC Madrid
MADRID- In una lettera inviata il 6 agosto al Presidente del Com.It.es di Madrid,  trasmessa ieri (26 agosto, ndr), via e-mail, per conoscenza  a tutto il consiglio,  il Console Generale Sergio Barbanti comunicava che l'annunciata e polemica  trasformazione avverrà a partire dal 1 dicembre 2008. Nella stessa lettera si confermava che tutti i servizi attuali non saranno modificati ne trasferiti altrove, per cui rassicurava affermando che in principio non  sono previsti cambiamenti rispetto alla situazione attuale sebbene tale modificazione " consentirà di realizzare economie di scala che - conclude Barbanti nella sua lettera-  potrebbero essere utilizzate per migliorare i servizi.

Miglioramenti necessari e urgenti visto che i servizi consolari da alcuni anni, ma sopratutto negli ultimi tempi, sono  stati al centro delle critiche e proteste da parte di un numero crescente di utenti che per diverse ragioni hanno avuto necessità di recarsi al consolato, sia per la richiesta di un semplice certificato che per il rinnovo del passaporto. 

In questo contesto tutti i cittadini naturalmente ne risentono, peró chi piú soffre questa situazione sono gli italiani di seconda, terza o addirittura quarta generazione, discendenti degli emigrati nelle americhe nella prima metà del secolo scorso. La loro battaglia  con la burocrazia italiana per recuperare la cittadinanza in alcuni casi, i piú complicati, può durare anche piú di un anno. A questo gruppo appartiene infatti circa il 40%  della popolazione italiana residente, iscritta all'AIRE, e centinaia sono coloro qui in Spagna che sono in attesa di  unirsi alla nostra comunità, una volta ottenuto il passaporto,  mentre migliaia aspettano nei loro paesi di nascita. Una legge del 1992 aprí la strada  del recupero  della nazionalità italiana in base al principio  "Ius Sanguinis" (diritto di sangue) senza distinzioni ne altri requisiti, però mai lo stato italiano ha predisposto i mezzi umani e tecnici adeguati per far fronte alla mole di richieste, troppa imprevisione e molta demagogia purtroppo.

File al Consolato di Madrid
In fila davanti al consolato
Il nostro webzine www.Italiacerca.info   si occupò di questo tema alla fine di luglio con un reportage  fotografico e alcune interviste, realizzate da Cinzia Salluzzo Rovituso, alle persone che facevano la fila  nella porta del consolato; verificammo allora che  insieme ai problemi dovuti ai ritardi di vario tipo legati alla nostra burocrazia, un male tutto italiano, vi sono carenze locali di tipo logistico, dovute alla mancanza di spazio sufficiente ad accogliere  tutti gli utenti, senza dimenticare le problematiche della sicurezza, che obbligano a lunghe attese alle intemperie in attesa della apertura degli uffici. Le strutture attuali sono le stesse di quando gli italiani iscritti nella circoscrizione consolare di Madrid erano meno di 15.000 e oggi che sono circa 70.000 sono evidentemente obsolete e insufficienti, e sopratutto non sono in consonanza con  il prestigio di uno stato moderno e economicamente potente come l'Italia.

Dai dati raccolti sembrebbe che le lunghe code si formino sopratutto perchè Il sistema di appuntamenti non è sufficiente a garantire a tutti il servizio in tempo utile  alle necessità personali e quindi chi ha urgenza di  ottenere dei documenti, rinnovare il passaporto o la carta d'identità o per chi semplicemente vuole dei chiarimenti sullo stato della sua pratica, è obbligato a recarsi personalmente agli uffici  e sperare di essere uno dei pochi fortunati che nei giorni e orari di apertura (pochi) accedono attraverso il sistema dei biglietti numerati (pochi)  consegnati alla porta da un addetto, prima della apertura, come avviene  nei migliori supermercati. 

Avere una informazione per via telefonica è pressochè impossibile (solo risponde una macchina) e da circa due anni si sta studiando la realizzazione di un progetto per attivare un servizio di attenzione telefonica ("Call Center ") nazionale per l'intera Spagna che dovrebbe fornire tutte le informazioni desiderate e quindi anche dare gli appuntamenti o accettare richieste di certificati, progetto ancora sulla carta e da quello che sappiamo con poche possibilità di avviamento per gli alti costi di gestione. D'altronde peró cosí già funzionano, e lo abbiamo potuto verificare personalmente, i servizi di altri Consolati e Ambasciate dei paesi europei piú importanti come Germania e Francia e UK presenti a Madrid.

Tutte queste difficoltà obbligano molti utenti a  mettersi in fila magari con molte ore di anticipo per non perdere la opportunità. La carenza dell'organico non solo crea difficoltà ai residenti, ogni anno tra gli utenti dei consolati vi sono tanti  turisti  (circa 3 milioni di presenze annuali nel 2007) e centinaia  di imprenditori che fanno affari in Spagna che sanno perfettamente che il "Made in Italy" da solo non funziona, se no viene accompagnato da una sicurezza giuridica  e normativa e da una buona immaggine delle nostre strutture pubbliche. 

A dire il vero esiste un sito internet del Ministero degli Affari Esteri abbastanza completo, con tutta la informazione necessaria per gli utenti, che se consultato previamente eviterebbe a molti perdite di tempo e code infinite presso gli uffici, peró l'utenza purtroppo  lo consulta poco  o perchè  non è informata o perchè ancora sono numerosi coloro, sopratutto tra le fasce piú deboli e tra i non piú giovani, che non hanno accesso o dimestichezza con le nuove tecnologie. Per di più, chi ha provato a richiedere informazione scrivendo via posta elettronica ha potuto verificare che il servizio, pur funzionando, non è del tutto celere e completo come ci si potrebbe aspettare. Infatti essendo gestito dagli stessi funzionari addetti agli sportelli parrebbe  il classico  caso di una coperta troppo corta..... quindi la unica soluzione sarebbe il ricorso a nuove assunzioni,  magari  ricorrendo a personale locale quindi meno costoso che un impiegato espatriato.

Questi problemi si ripetono anche al Consolato di Barcellona, dove invece non sono previsti cambiamenti, avendo anche quella istituzione necessità urgente di potenziamento degli organici, per non parlare della rete dei Consolati Onorari di tutta la Spagna, che ricordiamo include le isole canarie con piú di 10.000 italiani residenti,  è da tempo sotto pressione e ha  avuto negli ultimi tempi defezioni causate dall'eccesso di domanda dell'utenza periferica che in molti casi ha obbligato alcuni consoli , il cui meritorio lavoro è puro volontariato, alla rinuncia al prestigioso incarico per evitare di mettere in pericolo la continuità delle loro attività principali. 

In una lettera al nostro giornale il Console Barbanti dichiarava che "La comunità italiana è aumentata del 550% negli ultimi 12 anni" essendo attualmente prossima alle 150.000 unità in tutta la Spagna e potrebbe raggiungere le 200.000 unità nei prossimi 3 anni, per cui prendendo atto delle dichiarazioni fatte dal corpo diplomatico madrileno nei differenti interventi pubblici e sulla stampa sembrerebbe che non appena possibile verranno messe a frutto le economie di scala raggiunte con il nuovo scenario. Naturalmente crediamo nella buona fede degli addetti ai lavori e  dell'Ambasciata che hanno promesso che faranno tutto quanto sia nelle loro possibilità per evitare che a qualcuno venga in mente di dirottare ad altri lidi le risorse liberate.

Per questo quando pensiamo alle economie di scala non ci viene in mente solamente  il risparmio legato alla eliminazione del costo annuale dei diplomatici consolari e delle spese connesse alla loro funzione  ma anche la utilizzazione, da subito, di tutte le forze disponibili liberate dalle funzioni che occupavano in precedenza,  per essere un "doppione", per rinforzare quelle aree sofferenti o scoperte in attesa dell'arrivo dei loro naturali sostituti, per dare da subito un segnale positivo di efficenza  alla collettività.

Tutto questo ci auguriamo verrà poi accompagnato da nuovi investimenti  in risorse umane, ammodernamento  tecnologico e miglioramento delle strutture logistiche con  nuove e comode sale d'attesa e nuovi uffici per gli astessi impiegati,  piuttosto angusti e inadatti alla quantità di utenti attuali e futuri.  Senza dimenticare  la necessità del potenziamento  della comunicazione, periodica e costante, con i connazionali, come ad esempio e da alcuni anni realizza, con grande professionalità e merito,  la nostra Ambasciata con la newsletter Canaletto diretta peró solo al settore imprenditoriale spagnolo, utilizzando quindi al meglio tutti i canali disponibili già esistenti in Spagna, sia quelli on-line che su carta stampata.

Se con le economie di scala ottenute non solo potremo dotare con una nuova bandiera  tutti i nostri  edifici di rappresentanza della Spagna, cosa non priva di importanza, ma anche  migliorare la qualità dei servizi ai cittadini avremo fatto tutti solo  il nostro dovere!

PM.

 

Ecco il testo del Post su  Italians con Beppe Severgnini

Egregio Severgnini,

vorrei poter usufruire del'attenzione sua e degli amici di Italians per segnalare una questione che mi sta particolarmente a cuore. Quest'estate sono stata a visitare Madrid e la Spagna e ho potuto notare come effettivamente questa nazione sia progredita. Ho trovato Madrid bella con serivizi efficienti e proprio passeggiando per Calle Major mi sono trovata difronte all'Istituto di cultura italiana. Con mio grande disappunto ho notato che la nostra bandiera sventolava scolorita e a brandelli, un'autentica vergogna. Attraverso questo forum chiedo a tutti gli italiani di Madrid di fare una colletta per sostituirla, la nostra bandiera è pur sempre ciò che ci rappresenta di più come nazione e in queste condizioni non è certo un bel rappresentare.

Lettera Firmata


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