Da Romano mortadella a Silvio salame
Povero Silvio, singhiozzerebbe Antonio Cornacchione, quanti cattivi comunisti ce l’hanno con lui! Il poveruomo sarà pure perseguitato da quella parte di magistratura “metastatica” di sinistra però, commenta Umberto Bossi, è anche un po’ “coglione” per parlare di “certe cose” al telefono, riferendosi il senatur alla nota vicenda delle intercettazioni hard. Lui, l’astuto Bossi, mai avrebbe parlato al telefono della donna causa del suo coccolone di cui si favoleggia in rete e per cui la comica Sabina Guzzanti ha richiesto pari opportunità di carriera politica.
E’ stato ironicamente osservato che mentre Romano Prodi viene definito “mortadella” per il suo essere bolognese e per la sua aria pacioccona, a Silvio Berlusconi ben si adatta l’epiteto di “salame” per aver tanto maldestramente gestito la sua senile passione per la gnocca, da restarne “insaccato”). La persecuzione della magistratura italiana appare però quasi blanda rispetto agli attacchi quotidianamente sferrati dalla stampa estera nei confronti del premier più amato dagli italiani. Ad un Cavaliere che sfoggia il suo latinorum con l’espressione “Aut simul stabunt aut simul cadunt” (il secondo verbo si coniuga in “cadent” Silvio, ripassa il latino altrimenti la ministra Gelmini ti mette il grembiulino e ti rimanda a scuola!) per rassicurare la Lega che la riforma della giustizia e il federalismo fiscale cammineranno di pari passo e saranno portate entrambi in porto, fa eco la persecuzione di quel giornalaccio inglese maxista-leninista dell’Economist che raffigura Berlusconi come Nerone che suona il violino mentre l'Italia brucia., commentando come il nuovo governo del Cavaliere "sta in maniera piuttosto deprimente assomigliando sempre più a quello precedente", essendo l’agenda politica italiana dominata sempre più dagli interessi personali e aziendali del premier. L’Economist cita le misure ad personam presentate dal premier: dalla proposta di un decreto per evitare il passaggio al satellite di Rete 4, al decreto sulle intercettazioni telefoniche, quindi il pacchetto giustizia che conterrebbe due misure “ad hoc” per lui, tra cui l'immunità parlamentare. Tutto ciò mentre l’Italia per l’appunto brucia, attraversando un momento estremamente critico per l’economia nazionale. Pur meritando l’Economist una risposta di tipo anche storico- culturale (Nerone suonava la lira, non il violino che ai suoi tempi neppure esisteva, essendo le fonti più antiche riguardanti l'origine delo strumento musicale risalenti all' inizio del XVI secolo) non è il ministro della Cultura Sandro Bondi a ribattere al giornale d’oltremanica, ma l’ineffabile Paolo Bonaiuti che attacca il giornale liberal- economico inglese tacciandolo innanzitutto di essere radical-comunista e ricordando poi che Nerone suonava la lira o la cetra e non il violino, per spingersi infine in un affondo di più ampio respiro, definendo i giornalisti dell’Economist “vecchie e noiose comari di Windsor”. I giornalisti inglesi hanno dimostrato di conoscere male la storia degli strumenti musicali dell’antica Roma, ma come conosce bene Shakespeare Bonaiuti, che trasforma “Le allegre comari di Windsor” dell’opera Shakespiriana in “vecchie e noiose”! Il professore ha superato il bidello sul piano culturale, direbbe Woody Allen. Un consiglio per Bonaiuti: stia sempre più vicino al Cavaliere nell’attuale, efficace formula del simul stabunt, soprattutto quando Berlusconi rinnova (questa si che è vera autorevolezza!) in diretta tivù l'incarico per un secondo mandato al presidente della Commissione Ue Manuel Barroso, quando si dichiara superiore a Sarkozy che “non è riuscito ad avere il governo libico come ospite nella conferenza Euromediterranea di Parigi", quando paragona Mara Carfagna a Santa Maria Goretti (non si stupiscano il Cavaliere e la ministra se grazie a questo azzardato raffronto l’ex soubrette Carfagna è diventata immediatamente, nel web, “Santa Maria Godetti”), quando smentisce di aver detto agli europarlamentari del suo partito che nell’ambito della riforma della giustizia, che comprende la riforma del Csm, la separazione delle carriere e l’obbligatorieta' dell'azione penale sarà inserito anche il ripristino dell'immunità parlamentare, quando minaccia di andare “fino in fondo” senza fermarsi, senza permettere a nessuno di fermarlo. E’ un consiglio interessato, lo riconosciamo, perché se il Cavaliere va avanti così senza che la sua maggioranza tanto compatta abbia non tanto la coscienza politica quanto il pudore e la decenza di fermarlo, sarà fatale il simul cadent (non il cadunt) di tutta la variegata compagine vassallata e prona sotto l’onnipotenza del Cavaliere. Incoraggianti segnali in questa direzione sembrano arrivare dall’esperto di sondaggi Renato Mannheimer, che ha rilevato come la popolarità del governo Berlusconi sia in netto calo, essendo diminuita di 10 punti negli ultimi giorni. Il calo sarebbe dovuto “non tanto alle polemiche sulla giustizia quanto all’impressione che Berlusconi voglia agire più per l’interesse proprio che per quello nazionale e questo avrebbe portato ad una forte irritazione non solo nell’elettorato di centrosinistra ma anche nel centrodestra dove una quota, il 20%, inizia ad essere critica nei confronti del Cavaliere”. Una nota ufficiale delle Presidenza del Consiglio dei Ministri ha però contestato l’analisi di Mannheimer sul presunto calo di fiducia del governo Berlusconi richiamando i dati di Euromedia Research che certificherebbero, invece, che il gradimento del presidente Berlusconi è in aumento e ha superato il 62%, livello record, mentre quello del governo sarebbe oltre il 59%. Che siano stati questi dati diffusi dalla Presidenza del Consiglio ad aver incoraggiato il Silvio-devoto Maurizio Gasparri ad insultare pesentemente il Consiglio Superiore della Magistratura, definendolo "cloaca”, correntizzato, partitizzato e parcellizzato, scatenando sdegnate proteste anche di ambienti centristi che hanno definito l’invettiva del senatore ex AN volgare e qualunquista? Persino Clemente Mastella ha definito incommentabili le espressioni di Maurizio Gasparri, “ancor piu' gravi in quanto pronunciate non da un comico ma da un rappresentante della vita istituzionale del Paese”. Una volta fatta anch’egli la figura del salame per eccesso di zelo nella difesa ad oltranza del Capo, Gasparri ha rettificato, ammettendo che l'espressione "può essere apparsa indubbiamente eccessiva, estrapolata da un vivace contraddittorio radiofonico". Ma perché rettificare? Siamo più contenti se Gasparri, al pari di Bonaiuti, persegue la coerenza del “simul stabunt”, rafforzando così la consapevolezza nascente fra gli elettori del centrodestra che Berlusconi usa la politica per i suoi privati interessi e per il suo privato piacere, che ostenta vanterie sessuali per esorcizzare l’incalzare impietoso della senescenza, che ha una tale sicurezza di sè da farlo rientrare nella categoria psicologica degli “ego mostruosi” ma che al contempo ha una paura folle che saltino in qualche modo fuori le intercettazioni della porno-politica, consapevole della veridicità di ciò che ha rilevato un “sinistro” come Vittorio Feltri, e cioè che: “con un capo impaurito dalle chiacchere hard la maggioranza non avrà la forza di attuare il programma”. C’è altresì da augurarsi che chi, anche di sinistra, con tanta precipitazione aveva votato Berlusconi per protesta contro la litigiosità irresponsabile della coalizione di centrosinistra del governo Prodi, ripensi alla leggerezza che ha commesso affidando il governo dell'Italia all’immarcescibile Caimano che ha confermato, nei fatti, di avere il solo scopo di gestire la cosa pubblica per personale interesse e diletto, illudendo gli italiani, ancora una volta, che avrebbe fatto i loro interessi e non i propri. Se lasciamo lavorare la coalizione di governo nella corrente logica del simul stabunt, coesa intorno al delirio di onnipotenza del premier, possiamo coltivare la fondata aspettativa che non tardi troppo ad arrivare il simul cadent. I partiti del centrodestra al governo cadranno insieme sugli interessi |