| LA CERTOSA DEL CAVALIERE |
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| Scritto da Raffaele Deidda | |
| sabato, 10 maggio 2008 01:56 | |
La Casa delle Libertà di Berlusconi va in tribunale.![]() Villa Certosa Il 14 luglio prossimo è fissata l’udienza presso il tribunale di Olbia per i presunti abusi edilizi presso la tenuta in località Punta Volpe (Costa Smeralda), di cui è imputato Giuseppe Spinelli, amministratore delegato della Idra Spa, società proprietaria di Villa La Certosa. Spinelli è difeso da Niccolo’ Ghedini, l’avvocato di Berlusconi rieletto alla Camera nella Circoscrizione Veneto 1. L’avvocato Ghedini ha già provveduto a consegnare al giudice di Olbia una voluminosa documentazione mirata a documentare la legittimità delle opere realizzate a Villa Certosa, fra le quali rientrano l’anfiteatro e le dependances per il personale di scorta. Berlusconi non è quindi proprietario di Villa La Certosa come i più hanno sempre creduto, ma ne è un semplice utilizzatore grazie alla generosità della Idra Spa., che mette a disposizione del Cavaliere la fiabesca residenza in virtù di un contratto di comodato d’uso a titolo gratuito. La “casa delle libertà” sarda, prima di diventare Villa La Certosa, era una casa colonica di proprietà di Flavio Carboni, il faccendiere coinvolto nell’omicidio del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi nonché socio in affari di Romano Comincioli, il prestanome di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda e coordinatore regionale di Forza Italia in Sardegna, eletto senatore il 14 aprile scorso in Lombardia. Già nell’anno 2004, con Berlusconi premier, la Procura della Repubblica di Tempio Pausania, sulla base delle segnalazione e degli esposti presentati dagli ambientalisti, allora definiti dal portavoce del premier Paolo Bonaiuti “professionisti dell’invidia”, e a seguito delle numerose denunce ricevute, aveva aperto un’inchiesta finalizzata a verificare la legittimità delle opere realizzate a Villa La Certosa fra le quali rientravano, oltre l’anfiteatro finto greco-romano, anche il lago artificiale e addirittura un tunnel anti-nucleare, impattando però una situazione molto particolare e complessa: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, su delega del Presidente del Consiglio dei ministri, aveva reso nota l’esistenza del segreto di stato, in quanto Villa La Certosa era stata individuata “quale sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del Presidente del presidente delConsiglio, dei suoi familiari e dei suoi collaboratori e per la continuità dell’azione di Governo, nell’ambito di una pianificazione nazionale che, tra l’altro, prevede particolari modalità di tutela per le alte cariche dello stato”. Così venivano spiegati i lavori nella tenuta, la loro urgenza e la loro secretazione: con l’eventualità che Villa La Certosa, a fronte di una improvvisa inagibilità di palazzo Chigi, potesse diventare la sede vicaria della presidenza del Consiglio. Ora si attende con molto interesse la decisione a cui perverrà la sezione di Olbia del Tribunale di Tempio Pausania, soprattutto perché Berlusconi è nuovamente presidente del Consiglio e perchè presumibilmente verranno ancora addotti i motivi della ragion di stato per giustificare la legittimità e la secretazione dei lavori eseguiti, come riferiva Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera Magazine “in una reggia vacanziera come, satrapi arabi a parte, non se ne vedeva da un po'. Una reggia che aspira a seguire il solco di villa Pisani a Stra, del castello di Chenonceau sulla Loira o della Villa d'Este di Tivoli voluta da Ippolito II.” Se il buon giorno del senso della legalità si vede al mattino c’è da rilevare che il Cavaliere non ha atteso neppure il pomeriggio dei risultati elettorali per esprimere il suo pensiero da “statista” in materia di abusivismo. Lo scorso 7 aprile ad Alghero, durante una manifestazione elettorale alla presenza dei candidati del Pdl, fra cui l’architetto siciliano Paolo Vella poi eletto deputato, già direttore del Servizio Tutela del Paesaggio di Sassari che aveva approvato i progetti di ampliamento di Villa Certosa, poi completati molto tempo prima che venisse firmata la licenza edilizia del comune di Olbia, Berlusconi aveva dichiarato, secondo quanto riportato da un’agenzia dell’AGI: “E’ antropologicamente diverso da me chi blocca i lavori abusivi”, aggiungendo anche che “la cultura degli uomini di sinistra rende invincibile l'ostilità per gli imprenditori” e che “a quelli della sinistra l'edilizia privata sembra un atto di ruberia”. Si da però il caso che i lavori a cui Berlusconi si riferiva riguardassero la soprelevazione dell'hotel algherese Carlos V, bloccati per ordine della Procura della Repubblica di Sassari in quanto lavori illegittimi, con la conseguente messa sotto sequestro della parte realizzata abusivamente e il rinvio a giudizio dell’imprenditore. E’ comunque noto il Berlusconi-pensiero che include fra “quelli della sinistra” anche e soprattutto i magistrati. Fra i lavori che la Idra Spa intende ancora realizzare a Villa La Certosa, essendo già stata presentata la domanda per ottenere le necessarie autorizzazioni, ci sono anche quelli relativi alla realizzazione di un dissalatore, da interrare a bordo mare, per ricavare acqua potabile. Chi meglio di una società che si chiama Idra potrebbe provvedere al soddisfacimento del fabbisogno idrico, superiore ai 200 mila metri cubi l'anno, dell'enorme tenuta che circonda la residenza sarda del neo premier? E dire che lo scorso anno un allevatore sardo aveva rischiato una multa “salata” perché sorpreso dai marinai della Capitaneria di porto di Bosa Marina mentre riempiva di acqua di mare una tanica da 10 litri destinata, aveva dichiarato, a curare gli zoccoli delle sue capre. L’allevatore ignorava che esiste una legge del 1942, la numero 907, che punisce “chiunque asporta acqua dal mare o sabbie marine o terre salifere…” L’incauto allevatore avrebbe dovuto soprattutto sapere che, mentre è reato prelevare 10 litri di acqua di mare per curare le capre, può essere invece consentito prelevarne 200 mila metri cubi attraverso un dissalatore interrato a bordo mare per irrigare i campi, innaffiare le piante della Certosa e consentire agli illustri ospiti di Villa La Certosa di poter alternare la talassoterapia nelle piscine di acqua di mare con le rigeneranti nuotate nelle piscine di acqua dolce. Perché in questo paese la legge è uguale per tutti, cribbio!
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