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IMMIGRATI EROI A MADRID, PROBLEMA A ROMA PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
venerdì, 21 dicembre 2007 15:11

Gli immigrati sono la risorsa segreta messa in campo dalla Spagna per realizzare il sorpasso (o il “quasi sorpasso”) sull’Italia,

Albañiles
Un cantiere a Madrid
A rivelarlo non è la Caritas iberica, e nemmeno il coordinamento delle associazioni straniere in Spagna, ma il governo Zapatero.Lo ha svelato in un’intervista a La Stampa, David Taguas, consigliere economico del premier, che ha infatti dichiarato: «Abbiamo accolto un numero molto importante di immigrati. Gli extracomunitari hanno provocato uno choc aumentando enormemente la produttività e l’offerta del mercato del lavoro».

Produttività vuol dire quantità di prodotto per ora lavorata. Insomma, gli immigrati lavorano di più, oltre a coprire mansioni non gradite agli autoctoni. Gli stranieri si sono triplicati, in Spagna, nel giro di appena sei anni. Erano 1 milione e mezzo nel 2001, sono circa 4 milioni e mezzo oggi. In cifra assoluta, dunque, 700 mila più che da noi, ma con 14 milioni di abitanti in meno. La quota di immigrati sulla popolazione, perciò, ha toccato il 10 per cento.

Quella che altrove passa per una straordinaria opportunità, da noi continua ad apparire come un fastidioso problema, un’invasione pericolosa che minaccia le nostre famiglie e la nostra razza (alquanto smunta, in verità, visto che non facciamo più figli). Invece che imitare gli altri, attuando politiche intelligenti che favoriscano l’integrazione e isolino le mele marce, continuiamo a trastullarci in asfittiche e para-ideologiche chiacchere da bar. La riforma dell’immigrazione è da un anno ferma al palo, quella della cittadinanza, addirittura dal 1 agosto del 2006. Il decreto sulla sicurezza è un pasticcio.

Se il governo Berlusconi aveva creato una legge malfatta, come la Bossi-Fini, quello attuale non ha saputo cambiare marcia. Se non avessimo gli immigrati la Spagna ci vedrebbe già da tempo nello specchietto retrovisore. Ma non è questa, ovviamente, l’unica risorsa di Madrid. Da quando, nell’86, sono entrati nell’Unione, hanno sfruttato al massimo i copiosi aiuti di Bruxelles, creando una moderna rete infrastrutturale, mentre la pubblica amministrazione è assai efficiente.

Cosa costava andarli a copiare un po’? Il Giappone, copiando, ha costruito la sua forza. Noi i fondi comunitari li spendiamo tardi e male. Secondo uno studio della London School of Economics, 50 miliardi di euro erogati negli ultimi sette anni da Bruxelles per il nostro Mezzogiorno hanno mancato tutti i traguardi di sviluppo e occupazione che erano stati fissati. Per fortuna (ironico) che c’è la scuola, che promuove tutti, anche gli asini, favorendo così l’attribuzione dei posti migliori ai figli di papà. Per gli altri, un precariato spesso lungo e avvilente, che rinvia il sogno di metter su famiglia.

Così, quando la smetteremo di sfornare borse e pantaloni per dedicarci a produzioni più qualificate, per salvare la baracca dovremo chiamare gli ingegneri indiani o quelli cinesi.

Tratto da: Il Messaggero On Line

 
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